Carnevale è la festa più stravagante che c’è perché, non solo ci permette di indossare per un giorno i panni di chi vogliamo e di prendere la vita con più leggerezza, ma anche perché non ha mai una data fissa. Il suo momento culminante è quello che va dal giovedì al martedì grasso, e anche se questo nome deriva dalla vicinanza all’inizio della quaresima, a noi piace pensare che si tratti di un vero e proprio invito a commettere qualunque peccato di gola!
Del resto sarebbe impossibile fare il contrario, dato che i dolci di Carnevale, quasi in tutta Italia, sono rigorosamente fritti! Ciò si spiega con il fatto che in passato questa festa era celebrata in maniera più sfarzosa rispetto ad oggi, e per dare da mangiare a tutte le persone che si riunivano, era necessario preparare dolci veloci e a basso costo.
Ogni festività ha i suoi rituali, le sue tradizioni e soprattutto (ecco la cosa che ci interessa di più) i suoi dolci, e se pensiamo alla frase “paese che vai, usanza che trovi” dobbiamo ritenerci fortunati di essere nati a Napoli perché, quando arriva il Carnevale, possiamo gustare tutte le sue insuperabili dolcezze.
Una bontà tutta partenopea!
A Napoli a Carnevale ci sono cinque colossi culinari che non possono mancare sulla tavola di nessuno: sanguinaccio, chiacchiere, graffe, migliaccio e biscotti quaresimali. Ma andiamo per gradi e vediamoli uno alla volta nel dettaglio:
Il sanguinaccio non è una specialità solo campana ma di sicuro è un must del Carnevale, soprattutto da quando la sua ricetta è cambiata e non prevede più il sangue di maiale. Difatti, in passato questa meravigliosa crema al cioccolato si preparava proprio con quest’ingrediente, ma da quando non è più così, chi ama il cioccolato amaro può gustarlo senza problemi. Il sanguinaccio si può mangiare a cucchiaiate (e i più golosi sanno bene di cosa stiamo parlando), si può versare in un bicchiere, oppure si può spalmare su una chiacchiera o su un qualsiasi altro biscotto.
Il discorso sul sanguinaccio ci porta a parlare di un altro dolce italiano che arricchisce le nostre tavole durante il periodo di Carnevale. Che si chiamino bugie, frappe, gale o cenci, per noi napoletani sono le chiacchiere e quando si avvicina questa festività non possiamo fare a meno di mangiarle. Le chiacchiere sono deliziose striscioline di pasta croccante che generalmente vengono fritte e ricoperte con lo zucchero a velo o con il cioccolato, ma che possono anche essere cotte in forno.
Un altro dolce che si prepara a Carnevale, ma che è così buono che a Napoli si mangia tutto l’anno, è la graffa. Si tratta di una soffice ciambellina fritta a base di farina e patate, che dopo la cottura viene completamente immersa nello zucchero semolato o a velo.
Un dolce molto famoso della tradizione napoletana è il Migliaccio napoletano, il cui nome deriva dal miglio grezzo che si usava in passato per i dolci poveri e contadini, anche se il suo ingrediente segreto non è affatto il miglio. Il migliaccio, infatti, è una torta morbida e soffice fatta con la ricotta e il semolino, che si distacca dai dolci fritti del Carnevale e che unisce tutto il gusto della pasticceria campana alla bontà di prodotti genuini e salutari.
In ultima posizione, non per bontà chiaramente, ci sono i cosiddetti biscotti quaresimali che derivano il loro nome dal fatto che venivano preparati in convento durante il periodo della quaresima, perché poveri di grassi. Si tratta di dolci molto semplici e simili ai cantucci toscani, che si differenziano dai loro fratelli per le spezie e l’invitante farcitura a base di pinoli, mandorle, vaniglia e cannella.